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PRIMA DELLA BATTAGLIA, 13 GIUGNO 1800

Before the battle, 13 June 1800

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13 GIUGNO, ORE 17.30

IT

Gen. Gardanne

 

Gen. Gardanne

 

I francesi conquistano il villaggio di Marengo: i rapporti di Gardanne e Dampierre.
Il generale Gardanne al generale Dupont, 15 giugno 1800
Il 24 pratile alle 6 di sera, l'avanguardia, forte di circa 2000 uomini, ricevette l'ordine di attaccare il villaggio di Marengo, difeso da 4000 uomini e sette pezzi di cannone.
Le mie disposizioni furono tosto prese. Io attaccai il villaggio di fronte, mentre l'aiutante Dampierre vi entrava per la sinistra con 400 uomini, malgrado gli sforzi del nemico. La sua resistenza fu vana; in meno di un'ora, travolto da tutte le parti, fu obbligato a fuggire nel più grande disordine, abbandonando due pezzi di cannone e qualche centinaio di prigionieri. Noi inseguimmo il nemico fin sotto il fuoco dei trinceramenti della Bormida e della testa di ponte di Alessandria, dove il combattimento finì alle 10 di sera. (...)

Gardanne

L'aiutante generale Dampierre al generale Mathieu-Dumas, 16 giugno 1800.
è con questa pretesa divisione (divisione Gardanne) che noi fummo incaricati di attaccare il villaggio di Marengo la sera del 24 [pratile, 13 giugno] mi si diede un picchetto di 500 uomini per attaccare da sinistra, mentre i granatieri l'attaccavano da destra. I miei 500 uomini (o, per meglio dire i 3 o 400 che mi restavano dopo il distacco dei tiragliatori o della guardia d'artiglieria) presero il villaggio prima che qualsiasi altro attacco cominciasse. Due pezzi di cannone e qualche cassone furono i frutti della rapidità di questo attacco. Troppo ardore nell'inseguimento e il poco di luce che restava avrebbero potuto esserci fatali. Avanzammo fino ai piedi dei trinceramenti della Bormida. Il giorno che stava finendo non permise alle altre divisioni di organizzare un attacco capace di forzare i trinceramenti, che avevano piuttosto l'aspetto di una città che non di una fortificazione da campagna. Dopo esserci avvicinati a tiro di pistola, in mezzo a una pioggia di palle e di mitraglia, fu giocoforza ritirarci alle 9 di sera e piantare i bivacchi a portata dei cannoni delle fortificazioni (...)

Dampierre



AVANZANO CANTANDO

IT

Gen. Dupont

 

Gen. Dupont

 

Ricordi di un emigrato monarchico francese.

Il generale Louis Thévenet, detto Danican, è un emigrato monarchico francese, al servizio del Re di Sardegna. Nelle sue memorie racconta come il pomeriggio del 13 giugno 1800 egli fosse a Marengo con la retroguardia austriaca comandata dal generale O'Reilly.
Erano le 17.30, a Marengo stava piovendo. Da est si udivano i francesi cantare. La pioggia impediva di vederli, ma si riconoscevano le canzoni della rivoluzione e quelle militari, canzonacce dedicate alle donne, al vino, al cibo.
Qualche colpo di cannone diede inizio all'attacco nemico. II generale O'Reilly rimase del tutto indifferente. Non fece un cenno nemmeno quando i francesi iniziarono ad attaccare, sempre cantando e gridando "Vogliamo la pace o la morte!" e "Avanti, viva la Repubblica!"
Danican ricorda il suo stupore nel vedere il generale austriaco rispondere con un cenno sardonico alle sue sollecitazioni: possibile che non si rendesse conto che i repubblicani "avevano conquistato e rapinato l'Europa, più che con le armi, con i proclami, le astuzie, gli inganni e le canzoni? "
Sintesi ricavata da Les brigands démasqués: ou mémoire pour servir à l'histoire du temps présent, di Auguste Danican



IL PIANO DI MELAS

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Il piano di Melas

 

Il piano di Melas

 

Nei tre giorni che precedono la battaglia di Marengo il maresciallo Melas cambia più volte idea. Il grosso del suo esercito è concentrato in Alessandria, ma è stanco e provato da mesi di combattimenti. Ritirarsi a Genova e dipendere dall'aiuto inglese è l'ultima soluzione. Passare il Po a nord, rompendo l'accerchiamento e puntando su Milano, è un azzardo. Restare a lungo in Alessandria, dove i viveri scarseggiano, impossibile. Alla fine, decide di dare battaglia nella pianura tra Bormida e Scrivia per aprirsi la strada verso Mantova e ristabilire i collegamenti con l'Austria.
Il piano di Melas prevede alcune azioni diversive a Casale e Valenza per confondere Bonaparte.
In realtà l'esercito attaccherà il nemico la mattina del 14 giugno. Suddiviso in tre colonne, uscirà dalla testa di ponte che protegge l'entrata in città. La colonna di sinistra, al comando di Ott, si schiererà a Castelceriolo, per arrestare Bonaparte, che Melas pensa erroneamente in arrivo dalla strada di Sale. La colonna principale, sotto il suo comando muoverà lungo la strada reale che, passando per Marengo e Tortona, va a Piacenza. Al momento opportuno, piegherà a sinistra attaccando il fianco del nemico e chiudendo i francesi in una sacca con il Tanaro alle spalle. La piccola colonna di O'Reilly proteggerà il fianco destro di Melas.

ARMATA IMPERIALE AUSTRIACA


I DUBBI DI BONAPARTE

IT

I dubbi di Bonaparte

 

I dubbi di Bonaparte

 

Bonaparte è roso dai dubbi. Gli serve una vittoria decisiva subito, per ragioni politiche, ma anche perché la sua armata è molto provata. La sua è una corsa contro il tempo.
Che cosa farà il nemico? Difficile che accetti battaglia. Tutte le ricognizioni lasciano pensare che Melas non abbia alcuna intenzione di combattere. Forse cercherà di passare il Po a Casale o a Valenza, oppure si ritirerà verso Genova, da dove peraltro sembra siano in arrivo rinforzi austriaci, per la via di Novi.
Ciò che Bonaparte teme più di ogni altra, è che Melas se ne resti chiuso in Alessandria. Il Primo Console non ha i mezzi per un assedio; il territorio, esausto da un anno di guerra, non è in grado di fornire i viveri per l'Armée e, comunque, la sua posizione, militare e politica, diventerebbe insostenibile. Alla luce di queste alternative e anche per permettere alle truppe di andare alla ricerca di cibo, Bonaparte fa una mossa che rischia di essergli fatale: disperde l'armata. Desaix andrà verso Novi, Lapoype verso il Po. Con le altre divisioni, egli avanzerà al centro verso Alessandria.
Il pomeriggio del 13 giugno, all'altezza di Marengo le sue fanterie ingaggiano battaglia contro forze austriache che si ritirano prontamente in Alessandria. Non sembrano esserci più dubbi: il nemico non ha alcuna intenzione di dare battaglia per primo.

ARMÉE DE RESERVE



13 JUNE, 5.30 pm

EN

Soldati al campo

 

Soldati al campo

 

The French conquer the village of Marengo: Gardanne and Dampierre's reports.
General Gardanne to General Dupont, 15 June 1800 24 Prairial at 6 in the evening, the 2000 strong avant-garde receives the order to attack the village of Marengo, defended by 4000 men and 7 cannons. My positions are immediately taken. I attack the village right in front, while my aid Dampierre flanks it to the left with 400 men, in spite of the resistance of the enemy. Its resistance is in vain: in less than one hour, overwhelmed from all sides, it is forced to flee in disarray, leaving behind two cannons and a few hundred prisoners. We chase after them until the trenches along River Bormida and the Alessandria bridgehead and fight them until 10 in the evening. (...)

Gardanne

General Dampierre in aid to General Mathieu-Dumas, 16 June 1800
It is with the division (Gardanne division) that we are ordered to attack Marengo on the evening of 24 Prairial [13 June]. I am put in command of 500 men to attack from the left, while the grenadiers take the right flank. My 500 men (or better said, the 300 or 400 I have left after the sniper and the artillery fire) take the village before any other attack could begin. Two cannons and a few crates are the prize for our swiftness. A senseless pursuit on the little light left for the day could be fatal to use. We advance until the feet of the trenches by River Bormida. The fading day does not allow the other divisions to organize a suitable attack to breach the trenches that looked like a city rather than a country fort. We draw closer and closer, at pistol range, amid a rain of shells and rounds and at 9 in the evening we cannot but retreat and set up camp within the range of the fort cannons (...)

Dampierre



ON THEY MARCH, SINGING

EN

Cavalleria

 

Cavalleria

 

Memories of a French monarchist emigrant.

General Louis Thévenet, also known as Danican, is a French monarchist emigrant at the service of the King of Sardinia. In his memoires he writes how, the morning of 13 June 1800 he was in Marengo with the Austrian rearguard under the command of General O'Reilly.
It was 5.30 pm, and it was raining in Marengo. From the east we could hear the French singing. The rain stopped us from seeing them but we could tell the revolutionary and the army chants, as well as songs about women, wine and food. A few cannon shells opened the enemy attack. General O'Reilly was not upset at all and did not move a muscle, not even when the French began their attack, signing and shouting "Peace or death!" and "Long live the Republic!"
Danican remembers his stupor in seeing the Austrian General reply with a sardonic gesture to his urge: could he not see that the Republicans "had conquered and looted Europe, not with weapons, but with proclamations, wit, deceit and chants? "
Excerpts taken from Les brigands démasqués: ou mémoire pour servir à l'histoire du temps présent, by Auguste Danican



MELAS' PLAN

EN

Soldati

 

Soldati

 

During the three days before the battle of Marengo Marshal Melas changes his mind several times. Most of his army is located in Alessandria, though it is exhausted after months of fighting. Folding back to Genoa and depending on the British help is the last resort. Crossing the Po to the North, breaking through the surrounding forces and heading towards Milan is hazardous. Staying in Alessandria, where food is scant, would be impossible. Finally, he diced to fight in the plain between the Bormida and the Scrivia to open his way to Mantua and restore his communications with Austria.
Melas' plan includes several decoy actions in Casale and Valenza to mislead Napoleon.
In truth the army is to attack the morning of 14 June. Divided in three columns, it is to exit the bridgehead protecting the gate to the city. The left column, under Ott's command, is to deploy in Castelceriolo to stop Bonaparte, which Melas is lead to think will arrive from the road for Sale.
The main column, under his command, is to move along the royal leading to Piacenza through Marengo and Tortona. When the time comes, he is to swerve left and charge the enemy on the flank to corner it against the Tanaro. O'Reilly's small column is to protect Melas' right side.

ARMATA IMPERIALE AUSTRIACA


BONAPARTE'S DOUBTS

EN

Moschetto Hook

 

Moschetto Hook

 

Bonaparte is consumed by doubt. He needs a final victory, now, for political reasons but also because his army is exhausted. He is on a race against time.
What will the enemy do? They will hardly engage in battle; reconnaissance leads us to think that Melas does not have the slightest intention to fight. Probably he will try to cross the Po at Casale or Valenza, or fold back towards Genoa, from where Austrian reinforcements are coming via Novi.
What Bonaparte is most concerned of is for Melas to lock himself up in Alessandria. The Fist Consul is ill-equipped for a siege; the land is bent from a year of war and is not able to provide food for the Armée and besides that his military and political position would become unsustainable. In the light of these alternatives and to allow his troops to look for food, Bonaparte makes a potentially fatal mistake: he scatters his army. Desaix is to go towards Novi, Lapoype towards the Po. He is to march on towards Alessandria with the remaining divisions.
In the afternoon of 13 June, at Marengo, his troops engage in battle against the Austrian army that readily folds back into Alessandria. There is not a shred of doubt left, the enemy has no intention of being the first to wage war.

ARMÉE DE RESERVE



13 JUIN, 17h 30

FR

Marengo

 

Marengo

 

ILes Français conquièrent le village de Marengo: les rapports de Gardanne et Dampierre.
ILe général Gardanne au général Dupont, 15 Juin 1800.
Le 24 Prairial (13 Juin), à 6 h du soir, l'avant-garde, comptant sur environ deux mille hommes, reçut l'ordre d'attaquer le village de Marengo, défendu par 4000 hommes et sept canons.
Mes dispositions furent prises immédiatement. J'attaquai le village de face, tandis que l'adjudant Dampierre y entrait par le côté gauche avec 400 hommes, malgré les efforts de l'ennemi. Sa résistance fut vaine ; en moins d'une heure, attaqué de partout, il fut obligé de fuir dans le plus grand désordre, abandonnant deux canons et quelques centaines de prisonniers. Nous poursuivîmes l'ennemi jusque sous le feu des retranchements de la Bormida et de la tête de pont d'Alessandria où le combat finit à 10h du soir. (...)

Dampierre

L'adjudant-général Dampierre au général Mathieu-Dumas, 16 Juin 1800
C'est avec cette prétendue division (division Gardanne) qui nous fûmes chargés d'attaquer le village de Marengo le soir du 24 [Prairial, 13 Juin] ; on me donna un piquet de 500 hommes pour attaquer par le côté gauche, tandis que les grenadiers l'attaquaient par le côté droit. Mes 500 hommes (ou, pour mieux dire les 3 ou 400 qui me restaient après l'éloignement des tirailleurs ou de la garde d'artillerie) prirent le village avant que toute autre attaque commençât. Deux canons et quelques paniers furent le butin de la rapidité de cette attaque. Trop d'ardeur dans la poursuite et le peu de lumière qui restait auraient pu nous être fatals.
Nous avançâmes jusqu'au pied du retranchement de la Bormida. Le jour qui finissait ne permit pas aux autres divisions d'organiser une attaque pouvant forcer les retranchements, qui avaient plutôt l'aspect d'une ville et non d'une fortification de campagne. Après nous être approchés à une portée de pistolet, au milieu d'une pluie de balles et de mitraille, nous dûmes nous retirer à 9h du soir et planter nos bivouacs à la portée des canons des fortifications (...)



ILS AVANCENT EN CHANTANT

FR

 

 

 

 

Souvenirs d'un émigré français royaliste.

Le général Louis Thévenet, dit Danican, est un émigré français royaliste au service du Roi de Sardaigne. Dans ses mémoires, il raconte comment, l'après-midi du 13 Juin 1800, il était à Marengo avec l'arrière-garde autrichienne commandée par le général O'Reilly.
Il était 17h30, il pleuvait à Marengo. A l'est, on entendait les Français chanter. La pluie empêchait de les voir mais on reconnaissait les chants révolutionnaires et militaires, des chansons vulgaires dédiées aux femmes, au vin, à la nourriture.
Quelques coups de canon marquèrent le commencement de l'attaque ennemie. Le général O'Reilly resta tout à fait indifférent. Il ne fit pas un geste même lorsque les Français commencèrent à attaquer, toujours en chantant et en criant "Nous voulons la paix ou la mort !" et "En avant, vive la République!".
Danican se souvient de sa stupeur en voyant le général autrichien répondre à ses sollicitations par un geste sardonique: ne se rendait-il pas compte que les républicains "avaient conquis et pillé l'Europe par les proclamations, les astuces, les ruses et les chansons plus que par les armes?".
Synthèse tirée de Les brigands démasqués: ou mémoire pour servir à l'histoire du temps présent, par Auguste Danican



LE PLAN DE MELAS

FR

 

 

 

 

Pendant les trois jours qui précèdent la bataille de Marengo, le maréchal Mélas change plusieurs fois d'avis. Le gros de son armée est concentré à Alessandria, mais il est fatigué et éprouvé par des mois de combats. Se retirer à Gênes et dépendre de l'aide anglaise, voilà la dernière solution. Passer le Pô au nord, brisant l'encerclement et se dirigeant vers Milan, c'est risqué. Rester longtemps à Alessandria, où les vivres commencent à manquer, impossible. A la fin, il décide de livrer bataille dans la plaine située entre la Bormida et la Scrivia pour se frayer un chemin vers Mantoue et rétablir la liaison avec l'Autriche.
Le plan de Mélas prévoit quelques actions pour distraire et confondre Bonaparte à Casale et Valenza.
En réalité, l'armée attaquera l'ennemi le matin du 14 Juin. Répartie sur trois colonnes, elle sortira de la tête de pont qui protège l'entrée de la ville. La colonne de gauche, sous le commandement d'Ott, se rangera à Castelceriolo pour arrêter Bonaparte, dont Mélas pense à tort qu'il arrive par la route de Sale.
La colonne principale, sous ses ordres, se déplacera le long de la route royale qui va à Plaisance en passant par Marengo et Tortone. Au bon moment, elle repliera à gauche en attaquant le flanc de l'ennemi et enfermant les Français dans un cul-de-sac, le Tanaro étant derrière eux. La petite colonne d'O'Reilly protègera le flanc droit de Mélas.



ARMATA IMPERIALE AUSTRIACA

LES DOUTES DE BONAPARTE

FR

 

 

 

 

Bonaparte est rongé par des doutes. Il lui faut tout de suite une victoire décisive, pour des raisons politiques, mais aussi parce que son armée est très éprouvée. La sienne est une course contre le temps. Que fera l'ennemi? Il est difficile qu'il accepte de livrer bataille. Toutes les reconnaissances font prévoir que Mélas n'a aucune intention de combattre. Peut-être essaiera-t-il de passer le Pô à Casale ou à Valenza, ou bien se retirera-t-il vers Gênes, d'où, d'ailleurs, des renforts autrichiens semblent sur le point d'arriver par la voie de Novi.
Ce que Bonaparte craint plus que toute autre chose, c'est que Mélas reste enfermé à Alessandria. Le Premier Consul n'a pas les moyens d'assiéger ; le territoire, épuisé par une année de guerre, n'est pas en mesure de fournir des vivres pour l'Armée et, de toute façon, sa position, militaire et politique, deviendrait insoutenable.
A la lumière de ces alternatives et aussi pour permettre aux troupes d'aller en quête de nourriture, Bonaparte tente une manœuvre qui risque de lui être fatale: il disperse l'armée. Desaix ira vers Novi, Lapoype vers le Pô. Avec les autres divisions, il avancera au centre vers Alessandria.
L'après-midi du 13 Juin, à la hauteur de Marengo, son infanterie lance une bataille contre les forces autrichiennes, qui se retirent promptement à Alessandria. Il semble qu'il n'y a plus de doutes: l'ennemi n'a aucune intention de livrer bataille le premier.



ARMÉE DE RESERVE