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PARIGI, CAPITALE DELLA REPUBBLICA FRANCESE, APRILE 1800

Paris, capital city of the French Republic, April 1800

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DALLA RIVOLUZIONE AL CONSOLATO

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Bonaparte

 

Bonaparte

 

Dopo gli anni della Rivoluzione e del governo del Direttorio la Francia è un paese in grave crisi. Con un colpo di stato Napoleone Bonaparte si impadronisce del potere e assume la carica di Primo Console.
1799. La Francia è da quattro anni sotto il governo del Direttorio, da sette in guerra con tutte le monarchie europee. La nazione è prostrata. Le armate nemiche sono alla frontiera. Il popolo francese è stanco di combattere ed è ostile alla coscrizione obbligatoria. Il partito filo monarchico fomenta rivolte nei dipartimenti dell'Ovest e del Sud, arrivando a controllare alcune città. Bande di briganti minacciano le campagne e le vie del commercio. L'economia va male. Il debito pubblico cresce di giorno in giorno. Per combattere la crisi finanziaria, sono prese misure severe, che scontentano tutti. Il consenso popolare al Direttorio, dominato dal corrotto e dissoluto Barras, è ai minimi termini.
Il 9 ottobre 1799 Bonaparte sbarca in Costa Azzurra, di ritorno dall'Egitto. Lo accompagnano pochi fedelissimi. In Oriente ha lasciato un esercito che non rivedrà mai la patria, ma la popolarità del giovane generale è ancora grande. Nonostante il fallimento, l'avventura egiziana ha alimentato la sua leggenda quanto le vittorie in Italia.
A Parigi l'abate Sieyès, pur facendo parte del Direttorio, pensa al colpo di stato e cerca in Bonaparte il sostegno militare di cui ha bisogno. Ostile ai giacobini non meno che ai realisti, Bonaparte si schiera con i moderati e stringe alleanza con Sieyès. Nell'assemblea legislativa può contare sul fratello Luciano. Lo appoggiano l'esercito, i circoli finanziari parigini, il potente Talleyrand. Il colpo di stato è preparato con cura. Il 18 brumaio (9 novembre) il Consiglio degli Anziani e il Consiglio dei Cinquecento sono trasferiti a Saint-Cloud con il pretesto di un presunto complotto giacobino. Bonaparte è nominato comandante militare della capitale. Due dei direttori, Sieyès e Ducos - come prevede il piano - si dimettono.
A Barras, ormai impotente, non resta che fare altrettanto. Il giorno dopo, l'arroganza di Bonaparte davanti alle assemblee rischia di compromettere l'esito del colpo di stato. L'intervento dei granatieri risolve con la forza la situazione. Il Direttorio è rovesciato. Nasce il Consolato, si prepara la nuova costituzione. Bonaparte, diventato Primo Console, annuncia che la rivoluzione è finita.



I PIANI DI BONAPARTE

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Il Primo Console ha bisogno di una vittoria decisiva per rafforzare il proprio potere. Creata l'Armata di Riserva prepara i piani per attaccare gli austriaci in Italia.
Dopo anni di guerra la Francia desidera la pace più di ogni cosa. Per rafforzare il suo potere politico, Bonaparte ha bisogno di una mossa vincente. Il momento è propizio: con il ritiro della Russia, la Seconda Coalizione non è più forte come prima, ma le proposte di pace del Primo Console inviate a Inghilterra e Austria vengono respinte. è la guerra. I piani cambiano più volte. Bonaparte cerca di convincere Moreau ad attaccare in Germania, ma di fronte alla sue resistenze è costretto a trovare una soluzione alternativa.
Ancora una volta sarà l'Italia il teatro decisivo della guerra. Mentre Massena con l'Armée d'Italie terrà impegnati gli austriaci in Liguria, egli guiderà un nuovo esercito (l'Armata di Riserva) di 40.000 uomini attraverso le Alpi, raggiungendo la pianura padana alle spalle del nemico. La Riserva viene formata tra Digione e Ginevra, grazie all'instancabile impegno del generale Berthier. Tenerla celata al nemico è impossibile, ma con un abile lavoro di propaganda e di spionaggio gli si può far credere che non costituisca un vero pericolo. L'operazione riesce: a Vienna e a Londra sono convinti che l'Armata di Riserva sia composta da "vecchi e mocciosi".
Il problema cruciale è dove attraversare le Alpi. Dopo molte esitazioni, la scelta cade sul passo del Gran San Bernardo. In questa stagione il passo è coperto di neve e generalmente ritenuto impraticabile. Questa è anche la via più breve per arrivare nella pianura padana e richiede una minore necessità di viveri e rifornimenti al seguito. Il piano non è ancora completamente definito quando arriva la notizia che Melas ha assunto l'iniziativa in Liguria, costretto Suchet a ritirarsi sui confini francesi e Massena ad asserragliarsi entro Genova. Il problema di Bonaparte è se muovere velocemente per liberare Massena, come vorrebbero i suoi generali, o piuttosto, confidando sulle capacità di resistenza dell'Armèe d'Italie, puntare su Milano e i suoi ricchi depositi.



BONAPARTE

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Napoleone Bonaparte nasce ad Ajaccio, in Corsica, il 15 agosto 1769. L'isola è stata annessa al Regno di Francia da un anno. Il padre Carlo Maria, avvocato, è un piccolo nobile di Ajaccio e un fervente indipendentista. Dopo la sua morte nel 1785 la guida della famiglia, composta da cinque figli maschi e tre femmine, passa all'energica madre, Letizia Ramolino: "A lei - dirà il futuro imperatore - devo tutto".
In Corsica il giovane Napoleone studia i classici greci e latini e gli scritti di Rousseau. Nel 1779 è ammesso alla scuola militare di Brienne, dalla quale esce ufficiale di artiglieria. Si fa notare nel 1793 all'assedio di Tolone. è nominato generale. Negli anni più difficili della Rivoluzione si muove con accortezza e opportunismo. Amico dei giacobini, due anni dopo è l'uomo di fiducia del potente Barras e sostiene la svolta del Termidoro che pone fine al periodo del Terrore. Nel 1795 salva la Repubblica dal complotto monarchico, non esitando a utilizzare i cannoni contro i rivoltosi. Conosce Joséphine, vedova del generale Beauharnais e madre di due figli: Eugène e Hortense. Donna di grande fascino, Marie Joséphine Rose de Tascher de la Pagerie, è nata in Martinica ed è una delle donne più corteggiate della capitale francese. Bonaparte se ne innamora e la sposa appena prima di partire per l'Italia nel 1796.
Le vittorie in Italia e il trattato di Campoformio rivelano non solo il genio militare, ma anche l'abilità diplomatica e la spregiudicatezza politica di Bonaparte. Timoroso della sua popolarità, il Direttorio lo invia in Egitto a capo di una spedizione che consolida definitivamente il suo mito.



LA SITUAZIONE STRATEGICA

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All'inizio del 1800 francesi e austriaci si fronteggiano lungo una linea ideale che scende dalla Germania e attraverso la Svizzera arriva fino alla Liguria. Una potente armata austriaca, al comando del generale Kray, è sul Reno, fronteggiata dall'esercito francese del generale Moreau. Un'altra armata imperiale si trova in Piemonte agli ordini del maresciallo Melas che si sta preparando ad attaccare l'Armée d'Italie del generale Massena, attestata in Liguria, debole e male in arnese. Per annullare la superiorità austriaca, il Primo Console decide di creare una nuova armata, detta "di Riserva" che passi le Alpi attraversando la Svizzera ed entri in Italia posizionandosi alle spalle dell'Armata di Melas.



GLI INGEGNERI GEOGRAFI

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18 BRUMAIO

 

18 BRUMAIO

 

Gli scienziati francesi sostengono la Rivoluzione fin dal suo inizio e alcuni ne diventano protagonisti: il matematico e filosofo Condorcet, il chimico Lavoisier, l'astronomo Bailly, il biologo Lamarck, il fisico Carnot. Nel biennio 1794-5 nascono istituzioni ancora oggi di grande prestigio, come l'Institut de France e l'École polytechnique. Il chimico Berthollet, il fisico Laplace, il naturalista Saint-Hilaire, il matematico Fourier, insieme ad altre decine dei migliori savants francesi, seguono nel 1798 Bonaparte in Egitto. La spedizione porta a scoperte scientifiche di eccezionale rilievo (come la Stele di Rosetta, che permette di decifrare l'antica lingua egizia). Nel frattempo, le continue guerre in cui la Francia è coinvolta danno nuovo impulso alle scoperte e stimolano la ricerca di applicazioni tecniche. Le esigenze belliche portano al rafforzamento, durante il Consolato, del Bureau topographique de l'Armée, del quale erano entrati a far parte dopo l'abdicazione del re di Sardegna molti topografi piemontesi. Saranno loro a disegnare la mappa del campo di battaglia di Marengo.
Nell'ottobre 1801 viene incaricato J.-B. Chabrier, piemontese, il quale arriva sulla piana di Alessandria coperta da una spessa coltre di neve. Senza paga e al freddo i lavori sono lunghi e difficoltosi. Due anni dopo, la direzione dei lavori topografici a Marengo viene affidata al capo battaglione Martinel, anch'egli piemontese. Sotto i suoi ordini lavora Pietro Bagetti, pittore paesaggista, cui si devono decine di stupende rappresentazioni dei campi di battaglia napoleonici.



FROM THE REVOLUTION TO THE CONSULATE

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18 BRUMAIO

 

18 BRUMAIO

 

After the years of the Revolution and the Directoire rule France plunged into a severe crisis. A coup d'état allows Napoleon Bonaparte to take the power and appoint himself First Consul.
1799. France has been under the rule of the Directoire for four years, and for seven it has been at war against all European monarchies. The nation is on its knees and the enemy armies are at the gates. The French people is tired of fighting and opposes the mandatory draft. The monarchic party stirs revolts in Western and Southern Departments and even take control of several cities. Bands of outlaws threaten the safety of the country and trade routes. The economy is in stall and the national debt rises by the day. In order to withstand the financial crisis very strict measures are taken and discontent is everywhere. The popular consensus to the Directoire, chaired by the powerful and corrupt Barras, is at its lowest. On 9 October 1799 Bonaparte lands in Cote d'Azur on his way back from Egypt, together with a few trusted aids. In the East he leaves an Army bound to never see the motherland again, thought the popularity of the young general is still great. In spite of the failure, the Egyptian exploits added to his fame as much as his Italian victories. In Paris Abbot Sieyès, though a member of the Directoire, considers the option of a coup d'état and seeks military support he needs from Bonaparte. Bonaparte is opposed to both the Jacobins and the royalists, takes the side of the moderates and forms an alliance with Sieyès. At the legislative assembly he cannot count on his brother Luciano, though he has the support of the military, the Parisian financial circles and the almighty Talleyrand. The coup is very well planned; on 18 Brumaire (9 November) the Council of Elders and the Council of Five Hundred move to Saint-Cloud under the pretence of an alleged Jacobin plot. Bonaparte is appointed military commander of the Capital. As planned, two members of the Directoire, Sieyès and Ducos, tender their resignation. Barras is now powerless and cannot but follow suit. The next day Napoleon's arrogance before the assemblies puts the coup d'état in jeopardy but the intervention of the Grenadiers forcedly sedates the crisis. The Directoire is deposed and the Consulate is established. The new constitution is drafted while Bonaparte, the new First Consul, announces that the Revolution is over.

BONAPARTE'S PLANS

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Jos├ęphine de Beauharnais

 

Joséphine de Beauharnais

 

The first Consul needs a final victory to strengthen his power. Having formed the Reserve Army, Bonaparte prepares his plans to attack the Austrian army in Italy.
After years of war France longs for peace more than anything else. In order to strengthen his political power, Bonaparte needs a sleight of hand. The moment is right: the withdrawal of Russia had weakened the Second Coalition, though the peace offers submitted to Great Britain and Austria by the First Consul are rejected. War it is. The plans change several times; Bonaparte tries to talk Moreau into attacking in Germany but after the latter's reluctance Napoleon is forced to an alternative solution. Once again Italy is to be the key theatre of the war. While Massena and his Armée d'Italie keeps the Austrian in check in Liguria, Moreau will lead a new 40.000-strong army (the Reserve Army) across the Alps to reach the Po plain right behind the enemy. The Reserve is formed between Dijon and Geneva, thanks to the tireless work of General Berthier. Keeping the massive army hidden from the enemy is impossible, though a masterly propaganda and espionage work makes the enemy believe that it does not pose any serious threat. The mission is accomplished: Vienna and London believe that the Reserve Army is made of "old people and children". The key problem is where the army should cross the Alps; after a time of hesitation, the selected option is the Great St. Bernard Pass. In this season the pass is covered in snow and is though to be inaccessible. It is also the shortcut to the Po Plain and requires less victuals and provisions in tow. The plan is not yet finalized when news report that Melas has taken the initiative in Liguria and forced Suchet to fold back behind the French borders and Massena to barricade himself in Genoa. Bonaparte is faced with a dilemma: he is indecisive whether to move fast an liberate Massena, as suggested by his Generals, or rather to rely on the resistance of the Armèe d'Italie, and move towards Milan and his brimming supply depots.

THE STRATEGIC SCENARIO

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Generale Jean Victor Marie Moreau

 

Generale Jean Victor Marie Moreau

 

At the beginning of 1800 the French and Austrians fight along an ideal line going south from Germany, through Switzerland and to Liguria. The powerful Austrian army, under the command of General Kray, is at the banks of the Rhine and General Moreau's French army is right before it. Another imperial army is in Piedmont under the command of Marshal Melas, who is preparing for battle against the Armée d'Italie of General Massena, garrisoned in Liguria, tired and ill-equipped. Outnumbered by the Austrians, the First Consul decides to form a new army, called "Reserve" to cross the Alps through Switzerland and pour into Italy behind Melas' armies.

BONAPARTE

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Il Generale Bonaparte

 

Il Generale Bonaparte

 

Napoleon Bonaparte was born in Ajaccio, Corsica, on 15 August 1769. The island had been annexed to the Kingdom of France but a year before. His father Carlo Maria, a lawyer, is a minor nobleman from Ajaccio and a fervent supporter of independence. After his death in 1785 the spirited mother, Letizia Ramolino, takes charge of the family made of five boys and three girls: "I owe her - the Emperor said later in time - everything". In Corsica the young Napoleon studies the Greek and Latin classics and Russeau's works. In 1779 he enrols in the Brienne military school and graduates as an artillery officer. In 1973 during the siege of Toulon, he stands out for his qualities and is appointed General. Over the hard years of the Revolution he moves shrewdly and with opportunism. A friend to the Jacobins, two years later he is a trusted aid of the powerful Barras and is a supporter of the Thermidor turn that brought the terror to an end. In 1795 Bonaparte saves the Republic from a monarchic coup and does not hesitate to point the cannons against the rebels. He meets Joséphine, the widow of General Beauharnais' and mother of two: Eugène and Hortense. An extremely charming woman, Marie Joséphine Rose de Tascher de la Pagerie was born in Martinique and is one of the most courted women in the French capital. Bonaparte falls for her and they marry just before leaving for Italy in 1796. The Italian victories and the Treaty of Campoformio are evidence not only of his military genius but also of his diplomatic prowess and political vision. Concerned of Bonaparte's popularity, the Directoire sends his to Egypt at the head of an expedition bound to finally establish

DE LA REVOLUTION AU CONSULAT

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Après les années de la Révolution et du Gouvernement du Directoire, la France est un pays qui traverse une grave crise. Par un coup d'état, Napoléon Bonaparte s'empare du pouvoir et s'attribue la charge de Premier Consul. 1799. Depuis quatre ans, la France est gouvernée par le Directoire et depuis sept ans, en guerre contre toutes les monarchies européennes. La nation est prostrée. Les armées ennemies sont à la frontière. Le peuple français est fatigué de combattre et il est hostile à la conscription obligatoire. Le parti royaliste fomente des révoltes dans les départements de l'Ouest et du Sud, arrivant à contrôler certaines villes. Des bandes de brigands menacent les campagnes et les voies commerciales. L'économie va mal. La dette publique croît de jour en jour. Pour combattre la crise financière, des mesures sévères sont prises, qui mécontentent tout le monde. Le consensus populaire au Directoire, dominé par Barras, corrompu et débauché, est à sa plus simple expression. Le 9 Octobre 1799, Bonaparte débarque sur la Côte d'Azur, de retour d'Egypte. Il est accompagne par peu de fidèles. En Orient, il a laissé une armée qui ne reverra jamais sa patrie, mais la popularité du jeune général est encore grande. Malgré l'échec, l'aventure égyptienne a alimenté sa légende autant que ses victoires en Italie. A Paris, l'abbé Sieyès, tout en faisant partie du Directoire, pense à un coup d'état et cherche en Bonaparte le soutien militaire dont il a besoin. Hostile aux Jacobins autant qu'aux royalistes, Bonaparte s'allie avec les modérés et conclut une alliance avec Sieyès. Dans l'assemblée législative, il peut compter sur son frère Lucien. Il est soutenu par l'armée, les cercles financiers parisiens, le puissant Talleyrand. Le coup d'état est préparé avec soin. Le 18 Brumaire (9 Novembre), le Conseil des Anciens et le Conseil des Cinq-cents sont transférés à Saint-Cloud sous prétexte d'un soi-disant complot jacobin. Bonaparte est nommé commandant militaire de la capitale. Deux des directeurs, Sieyès et Ducos, donnent leur démission comme le prévoit le plan. A Barras, désormais impuissant, il ne reste qu'à en faire autant. Le lendemain, l'arrogance de Bonaparte devant les assemblées risque de compromettre l'issue du coup d'état. L'intervention des grenadiers résout la situation par la force. Le Directoire est renversé. Le Consulat voit le jour, la nouvelle constitution se prépare. Bonaparte, devenu Premier Consul, annonce que la Révolution est finie.

LES PLANS DE BONAPARTE

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Le Premier Consul a besoin d'une victoire décisive pour renforcer son pouvoir. Ayant créé l'Armée de Réserve, il prépare ses plans pour attaquer les Autrichiens en Italie.
Après des année de guerre, la France désire avant tout la paix. Pour renforcer son pouvoir politique, Bonaparte a besoin d'une manœuvre victorieuse. Le moment est propice: avec le retrait de la Russie, la Seconde Coalition n'est pas aussi forte qu'avant, mais les propositions de paix du Premier Consul adressées à l'Angleterre et à l'Autriche sont repoussées. C'est la guerre. Les plans changent plusieurs fois. Bonaparte essaie de convaincre Moreau à attaquer en Allemagne, mais face à ses réticences, il est obligé de trouver une solution alternative. Encore une fois, le théâtre décisif de la guerre sera l'Italie. Alors que Masséna avec l'Armée d'Italie occupera les Autrichiens en Ligurie, il conduira une nouvelle armée (l'Armée de Réserve) de 40.000 hommes à travers les Alpes, atteignant la plaine du Pô par-derrière l'ennemi. La Réserve est formée entre Dijon et Genève, grâce à l'effort infatigable du général Berthier. Il est impossible de la dissimuler à l'ennemi, mais par une propagande et un espionnages habiles on peut lui faire croire qu'elle ne constitue pas un véritable danger. L'opération réussit: Vienne et Londres sont convaincues que l'Armée de Réserve est composée de "vieux et de gosses". Le problèmes crucial est la traversée des Alpes. Après de nombreuses hésitations, le choix tombe sur le col du Grand-Saint-Bernard. En cette saison, le col est recouvert de neige et généralement estimé impraticable. C'est également la route la plus courte pour arriver dans la plaine du Pô et elle nécessite moins de vivres et de fournitures à sa suite. Le plan n'est pas encore entièrement établi lorsque arrive la nouvelle que Melas a pris l'initiative en Ligurie, obligé Suchet à se retirer sur les frontières françaises et Masséna à se barricader dans Gênes. Le dilemme de Bonaparte est s'il doit avancer rapidement pour libérer Masséna, comme le voudraient ses généraux ou plutôt, comptant sur la capacité de résistance de l'Armée d'Italie, foncer sur Milan et ses richesses.

LA SITUATION STRATEGIQUE

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Au début de 1800, Français et Autrichiens se font face le long d'une ligne idéale qui descend de l'Allemagne, traverse la Suisse et arrive jusqu'à la Ligurie. Une puissante armée autrichienne, sous le commandement du général Kray, est sur le Rhin, face à l'armée française du général Moreau. Une autre armée impériale se trouve au Piémont, sous les ordres du maréchal Melas qui se prépare à attaquer l'Armée d'Italie du général Masséna, établie en Ligurie, faible et mal en point. Pour annuler la supériorité autrichienne, le Premier Consul décide de créer une nouvelle armée, dite " de Réserve ", qui passe les Alpes en traversant la Suisse et entre en Italie en se positionnant derrière l'armée de Melas.

BONAPARTE

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Napoléon Bonaparte naît à Ajaccio, en Corse, le 15 Août 1769. L'île a été annexée au Royaume de France depuis un an. Son père Charles-Marie, avocat faisant partie de la petite noblesse d'Ajaccio, est un fervent indépendantiste. Après sa mort en 1785, le guide de la famille, composée de cinq fils et trois filles, passe à leur mère énergique, Letizia Ramolino: "C'est à elle - dira le futur empereur - que je dois tout". En Corse, le jeune Napoléon étudie les classiques grecs et latins et les œuvres de Rousseau. En 1779, il est admis à l'Ecole Militaire de Brienne, d'où il sort officier d'artillerie. Il se fait remarquer en 1793 pendant le siège de Toulon. Il est nommé général. Pendant les années les plus difficiles de la Révolution, il agit avec prudence et opportunisme. Ami des Jacobins, deux ans plus tard il est l'homme de confiance du puissant Barras et soutient le tournant de Thermidor qui met fin à la période de la Terreur. En 1795, il sauve la République du complot royaliste, n'hésitant pas à utiliser des canons contre les rebelles. Il connaît Joséphine, veuve du général de Beauharnais et mère de deux enfants: Eugène et Hortense. Dotée d'un très grand charme, Marie Joséphine Rose Tascher de la Pagerie est née à la Martinique: c'est une des femmes les plus courtisées de la capitale française. Bonaparte en tombe amoureux et l'épouse juste avant de partir pour l'Italie en 1796. Ses victoires en Italie et le traité de Campoformio révèlent non seulement son génie militaire mais aussi son habileté diplomatique et son absence de scrupules. Craignant sa popularité, le Directoire l'envoie en Egypte à la tête d'une expédition qui confirme définitivement son mythe.

LES INGENIEURS GEOGRAPHES

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Les savants français soutiennent la révolution dès le début et certains en deviennent protagonistes: le mathématicien et philosophe Condorcet, le chimiste Lavoisier, l'astronome Bailly, le biologiste Lamarck, le physicien Carnot. Au cours des deux années 1794-1795 naissent des institutions qui ont encore un grand prestige à l'heure actuelle, telles que l'Institut de France et l'école Polytechnique. Le chimiste Berthollet, le physicien Laplace, le naturaliste Saint-Hilaire, le mathématicien Fourier, avec quelques autres dizaines des meilleurs savants français, suivent Bonaparte en Egypte en 1798. L'expédition mène à des découvertes scientifiques d'une importance exceptionnelle (comme la Stèle de Rosette, qui permet de déchiffrer l'ancienne langue égyptienne). Entre-temps, les guerres continues dans lesquelles la France est engagée donnent une nouvelle impulsion aux découvertes et stimulent la recherche d'applications techniques. Les exigences de guerre conduisent au renforcement, pendant le Consulat, du Bureau Topographique de l'Armée, où de nombreux topographes piémontais étaient entrés après l'abdication du Roi de Sardaigne. Ce seront eux qui traceront la carte du champ de bataille de Marengo. En octobre 1801, c'est J.-B. Chabrier, Piémontais, qui est chargé des travaux. Il arrive sur la plaine d'Alessandria, couverte d'une épaisse couche de neige. Sans solde et au froid, les travaux sont longs et difficiles. Deux ans plus tard, la direction des travaux topographiques à Marengo est confiée au chef de bataillon Martinel, Piémontais lui aussi. Sous ses ordres travaille Pietro Bagetti, peintre paysagiste, auquel on doit des dizaines de superbes représentations des champs de bataille napoléoniens.